Wednesday, June 21, 2006

Hic et nunc

Una vastissima letteratura descrive il ruolo della casa nei destini dell'individuo. Fin dalle scuole elementari, dove il maestro Tino (che godeva del cantilenante soprannome di "Tino, Tino, pelatino") mi insegnava i primi rudimenti di lingua inglese, ho amato il vocabolo "home". Ero poco più che una bambina e tuttavia questa parola non tardò a depositarsi nella mia memoria evocativa.
Intrisa di passi sicuri, libri noti, piatti già gustati, la casa vive di evidenze. Tutto è familiare, eternamente presente e impensabile in un altro luogo. Non c'è nulla di sconosciuto, estraneo, fastidioso: le voci si rincorrono senza destar curiosità o sospetto, le figure ti carezzano senza brividi, i colori si perdono nella cornice. Il mistero resta alla porta, talora bussa, ma non varca la soglia. Solo il suono del campanello ridesta l'attenzione, ruba la pacatezza e riporta la furia dell'inesplorato.

2 Comments:

Anonymous Anonymous said...

"Irlanda. Another Home, sweet Home. Ho vagato su e
giù per l'Europa senza mai sentire la mancanza di
nulla. Eppure questa terra mi ha stregato."

Partire, fermarsi, voltarsi, ricominciare a camminare.. Guardarsi attorno ed accorgersi che l'aria ha un sapore diverso anche se è sempre la stessa, che il sole scalda anche se i suoi raggi sono di un colore a noi nuovo. Dove siamo?! o forse dove NON siamo.. Come persi a raggomitolare un filo che non ha ne capo ne coda... in un labirinto di nulla.. con le pareti una direzione la si può anche prendere, ma senza, è tutto molto più difficile..

un abbraccio

11:39 AM  
Anonymous Anonymous said...

Ciauuuuuuuuuuuuuuuuu!!!Ti ricordi? Mi devi ancora un baciooo!!!
Schersooooooooooooooo
Besossssssssssss

11:50 AM  

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